Ciao a tutti, mi chiamo Roberto D’Errico, ma nel quartiere Incis mi conoscono tutti come Mikelone.
Da 10 anni mi sono trasferito in Thailandia, precisamente a Ubonratchathani una cittadina di 76mila abitanti, situata 600km a nord-est dalla capitale Bangkok.
Dopo la morte di mia madre fui costretto a vendere la casa di famiglia. Avendo perso il lavoro era rimasta l’unica soluzione. Essendo mia moglie, Jirayu Teswong, thailandese abbiamo deciso di trasferirci in Thailandia per cercare d’iniziare una nuova vita. A 50 anni non è stato facile ma devo dire che ne è valsa la pena.
Il termine Ubonratchathani significa ”Regia città del fiore di loto” e si trova in un area pianeggiante chiamata Isaan, dove la coltivazione principale è il riso. Inoltre Ubon è affacciata sulla riva settentrionale del fiume Mun, un affluente del Mekong. Il clima della Thailandia si divide in 3 stagioni: la stagione fresca va da ottobre a febbraio, quella secca da febbraio a maggio e quella delle piogge da maggio a ottobre. Ubon è famosa in tutta la Thailandia per il “festival delle candele” che si svolge a luglio, purtroppo negli ultimi due anni non si è tenuto a causa della pandemia del Covid. Il festival è molto bello da vedere, ogni Wat (tempio) espone le sue candele giganti nel centrale parco di Thung Si Mueang per essere decorate e lasciate in mostra. L’aeroporto internazionale è stato costruito dagli Americani durante la guerra con il Vietnam. Dopo tutte queste nozioni sulla città di Ubon (l’ho confesso ho copiato da Wikipedia) volevo lasciarvi con una sensazione particolare. Quando sono in macchina, in mezzo al traffico, una cosa mi ha colpito… nessuno suona il clacson, solo in casi eccezionali. Secondo me è un simbolo di educazione. Un saluto da Ubon… e alla prossima puntata.