di Roberto Di Palma 

La nostra Associazione ha da tempo aderito a Carteinregola un coordinamento di 39  comitati di quartiere e associazioni che operano nel territorio di Roma le quali fanno rete su importanti argomenti per la nostra città. Il direttivo di Carteinregola, composto da 21 componenti, ha deciso di aderire alla manifestazione nazionale per la pace che si terrà a Roma sabato 5 novembre ed ha firmato l’appello dei promotori della manifestazione (per chi lo volesse leggere lo trovate qui https://www.carteinregola.it/index.php/carteinregola-aderisce-alla-manifestazione-nazionale-per-la-pace-del-prossimo-5-novembre/) sottoscritto anche da diverse centinaia di piccole e grandi associazioni italiane, appello che ha visto il suo ispiratore in Papa Francesco, il quale dall’inizio del conflitto si adopera per individuare una via di pace. L’appuntamento della manifestazione è alle ore 12.00  a piazza della Repubblica, il corteo è previsto che parta alle ore 13.00 per arrivare fino a piazza San Giovanni.

Potremmo dire che, finalmente, ci si mobilita per spingere i politici italiani e mondiali ad adoperarsi per trovare una soluzione al conflitto russo/ucraino. A dire il vero, questa manifestazione doveva essere organizzata molto prima. Sono ormai più di 8 mesi che è iniziato il conflitto e da allora i forti venti “bellicisti” soffiano nel mondo, senza nessuna vera voce contraria, fino addirittura all’ipotizzare l’uso di armi nucleari. Il Movimento pacifista italiano e mondiale, che nel corso degli anni ha avuto dei momenti di mobilitazione anche imponenti, per esempio il 15 febbraio 2003, con 3 milioni di persone a Roma e 110 milioni nel mondo a manifestare contro la guerra in Iraq, in questa occasione del conflitto russo-ucraino, si è probabilmente sentito in parte intrappolato, nella pur vera, ma assolutamente limitante dicotomia “in questa guerra c’è un aggredito e c’è un aggressore”. Se questo è effettivamente un elemento fondamentale, l’aggressione per nessuna ragione è politicamente giustificabile, è altrettanto vero che questa guerra, come tutte le guerre, sono ben più complesse nella loro evoluzione. Se con cuore sincero si tenta di approcciare ad una possibile soluzione del conflitto, bisogna necessariamente entrare nelle ragioni storiche dello stesso, così come hanno scritto l’11 ottobre 2022, 40 ex diplomatici italiani firmando un appello, i quali, con la loro esperienza, non solo vedono i pericoli del protrarsi della guerra, ma individuano un possibile percorso per arrivare alla pace e si rivolgono al governo italiano affinché si adoperi per raggiungerla. Qui l’appello https://lists.peacelink.it/news/2022/10/msg00013.html

I 40 ex diplomatici italiani rilevano nel mancato rispetto degli “accordi di Minsk”, tra russi e ucraini del 5 settembre 2014, l’inizio della discesa verso il baratro del conflitto. C’è da dire che dal 2015 i politici internazionali non hanno ascoltato i gridi di allarme di molti diplomatici e analisti mondiali, che più volte hanno pubblicamente dichiarato, inascoltati, che la terza guerra mondiale sarebbe potuta scoppiare in Ucraina, tra questi anche il famoso ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America Henry Kissinger. Qualcuno ha detto che il clima bellicista che si respira oggi in Europa e nel mondo è simile a quello che fece breccia tra l’opinione pubblica, prima della Prima guerra mondiale, con gli esiti che sappiamo, infatti, oggi ci sono tante persone che si sono fatte convincere dall’assurdo “avanti fino alla vittoria”, peraltro improvvidamente pronunciato anche da leader mondiali, sostenuti da troppi media italiani e internazionali. È arrivato il momento di fermare questa spirale bellicista ed alzare forte un grido di pace! Sabato 5 novembre ore 12.00 da Piazza della Repubblica a piazza San Giovanni.