​di Roberto Di Palma

Sabato 26 novembre il “Comitato di quartiere Monteverde – Quattro venti” ha organizzato un’assemblea pubblica per la realizzazione di un’auspicabile Comunità Energia Monteverde ed il Comitato Incis Pisana, essendo stato cortesemente invitato, ha partecipato a questa assemblea, per valutare la possibilità di replicare la loro esperienza nel nostro territorio, sulla base  del principio fondamentale di fare rete tra comitati. 

Tante sono le informazioni importanti che sono state fornite dal tecnico che ha relazionato, Alessandro Filippi. Come prima cosa è fondamentale prendere dimestichezza con la terminologia. Con il recepimento della normativa europea, ora è possibile costituire le Comunità di Energia Rinnovabile (definite anche con l’acronimo CER), per produrre energia da fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico) nello stesso posto dove l’energia viene consumata e condividerla con gli altri membri della comunità beneficiando dell’incentivo sulla quota autoconsumata nella comunità. Praticamente, chi produce energia, con una CER, diventa un soggetto attivo nel mercato dell’energia e non passivo come era in precedenza. È stata pertanto coniata in Europa una nuova definizione per questa tipologia di consumatore, il “Prosumer”, ovvero il Produttore-Consumatore. C’è da dire che l’attuale normativa per lo sviluppo delle CER incentiva l’autoconsumo con 119 euro a MWh. In passato il singolo che ha installato i pannelli fotovoltaici ha avuto buoni contributi sulla parte eccedente di energia prodotta, con i quali ha ripagato il costo dell’impianto, oggi, invece, con le CER, questo è concesso a chi si mette in comunità. 
 
Le CER possono essere costituite da privati e/o enti istituzionali e/o piccole e medie imprese, non ci possono essere i produttori di energia come Enel, Acea, ecc. Il governo italiano deve emanare alcune importanti direttive per “aiutare” la costituzione delle CER, ma sulla base della normativa in vigore, le stesse possono già essere costituite. Attualmente in Italia si stanno compiendo i primi passi e sono state realizzate circa una trentina di CER. Per ora a Roma non è stata ancora costituita la prima. Nelle prossime settimane il Comune di Roma Capitale dovrebbe approvare una delibera in Assemblea Capitolina, per incentivare la costituzione di almeno una CER a Municipio. L’obiettivo del Comitato di quartiere Monteverde – Quattro venti è quello di arrivare alla costituzione della CER Monteverde entro gennaio 2023.
 
Entriamo nel tecnico circa le  informazioni fornite. Una CER può produrre al massimo 1 MegaWatt (MW) di energia, pari a 1000 KiloWatt, se consideriamo che normalmente i contratti per le nostre case sono di 3 KiloWatt, qualora una CER dovesse essere costituita da sole famiglie, potrebbe essere costituita, orientativamente, da poco più di 300 associati. Per sopperire a questa necessità energetica necessitano 10.000 mq di pannelli fotovoltaici. C’è da sottolineare che una CER può essere costituita con una disponibilità potenziale di energia rinnovabile anche minima, tipo 20 KiloWatt. Per fare un esempio, il nostro quartiere Incis Pisana che ha 65 palazzi dai 6 agli 8 condomini, potrebbe costituire una CER anche un singolo condominio. Unica condizione per far parte della stessa CER è l’essere allacciati alla stessa cabina primaria di energia. A Roma esistono circa 80 cabine primarie, pertanto una cabina primaria serve anche più di un quartiere.
 
In questa fase storica in cui i costi dell’energia stanno aumentando vertiginosamente, prendere in considerazione questa ipotesi, può risultare particolarmente vantaggioso per le nostre tasche, in quanto l’energia che si consuma sul posto nello stesso momento in cui viene prodotta, non viene pagata, mentre l’eccedenza può essere fornita alla rete generando un valore. Con i pannelli fotovoltaici, in realtà, se d’estate sicuramente verrà prodotta una eccedenza di energia con il tanto sole estivo, d’inverno probabilmente la produzione sarà inferiore alle necessità dei membri della CER, che di fatto recupereranno il beneficio estivo. Con la costituzione di una CER, non ci si scollega mai dal fornitore a cui oggi paghiamo le bollette, ma proprio le bollette, saranno estremamente meno care e qualora dovesse generarsi una eccedenza di energia prodotta, si potrebbe avere un discreto vantaggio economico. Fattore per nulla secondario, è il beneficio per il pianeta su cui viviamo, con la riduzione degli effetti climalteranti generati dalla produzione di energia che usiamo attualmente.
 
Qualora mettessimo a disposizione i tetti dei nostri palazzi per l’installazione di pannelli fotovoltaici, è ovvio che ci vorrà una riunione di condominio deliberante a maggioranza per poterlo fare. Una volta individuati i posti dove installare i pannelli fotovoltaici, valutando anche le scuole, la chiesa, oppure negozi/alberghi, inserendo gli stessi tra i membri della CER, una famiglia può aderire senza che sul proprio palazzo vengano installati i pannelli fotovoltaici, l’importante è che la produzione nominale di energia rinnovabile totale sopperisca le necessità dei membri della CER.
 
Ultimo elemento fondamentale, i costi. Nel caso di 1 MegaWatt di potenza installata, pari a 10.000 mq di pannelli fotovoltaici, la spesa prevista è di circa 1.200.000 euro, ma in assemblea hanno paventato la possibilità che i membri della CER non debbano contribuire economicamente ed i costi siano coperti da un soggetto finanziatore (anche una banca) che per qualche anno accumula i benefici economici dovuti ai contributi sulla produzione di energia rinnovabile, oppure che si percepiscano dei contributi pubblici. Tale ipotesi è forse un po’ ottimistica e su questo punto si concentrerà l’attenzione dei potenziali costituendi membri delle CER, pertanto, il percorso che sta avviando il Comitato Monteverde Quattro venti è da seguire con molta attenzione, per valutare ed eventualmente replicarlo nel nostro territorio, da sottolineare che sul sito di ENEL è riportato “uno studio del Politecnico di Milano stima che entro il 2025 le energy community italiane saranno circa 40mila e coinvolgeranno circa 1,2 milioni di famiglie, 200mila uffici e 10mila PMI”, pertanto i tecnici si aspettano uno sviluppo notevole di questa forma di produzione di energia in soli 3 anni, in tal caso sarebbe molto bello che anche gli abitanti di Incis-Pisana facciano la loro parte, per stare al passo con i tempi e contribuire alla costruzione di un mondo migliore.